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PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA

 

A.S. 2018/2019 – 2019/ 2020- 2020/2021

 

Il Piano Triennale dell’offerta Formativa (PTOF) è il documento espressivo dell’identità della scuola che declina operativamente le scelte educative descritte nei documenti costitutivi quali  lo Statuto dell’Ente gestore e il progetto educativo.

La sua redazione si richiama alle norme del D.P.R. n. 275/1999, della legge, n. 62/2000, della Legge n. 107/2015, e dal D.M. n. 254/2012.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa contiene le scelte relative al metodo educativo e all’offerta formativa esplicitate attraverso la progettazione curriculare, extracurriculare e organizzativa.

Il PTOF è stato elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola ed è stato strutturato in maniera da adeguarsi nel tempo, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione all’esplicitarsi delle nuove esigenze educative  formative e delle risorse economiche e di persone messe a disposizione della scuola.

L’attuale stesura del P.T.O.F. è stata approvata dal consiglio di Amministrazione dell’Ente Gestore della scuola il 12/09/2018 e ha valore per gli anni scolastici

 2018/2019; 2019/2020; 2020/2021.

 

 INDICE

  • Premessa
  • Analisi ambientale
  • Cenni storici
  • Finalità
  • Mete educative
  • Metodologia
·                    Spazio interno ed esterno
  • Tempo
  • Risorse
  • Organi collegiali
  • Appuntamenti
  • Associazioni e collaborazioni

PREMESSA

 

Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa, P.T.O.F. secondo il Regolamento sull'autonomia didattica e organizzativa e il D.L 107/2015, è il documento fondamentale della scuola che identifica dal punto di vista culturale e progettuale e ne esplicita la Progettazione curricolare, extra-curricolare, educativa e organizzativa. Alla sua stesura hanno collaborato la coordinatrice, i docenti della scuola, il gestore della Scuola ed i genitori, tenendo presente le realtà del territorio. Nell'elaborare il P.T.O.F. la scuola ha tenuto conto altresì delle indicazioni del DM 179/99 della Direttiva 180/99 ed ha fatto propri i seguenti criteri suggeriti dalla LC 194/99 e D.L 107/2015:

  • Flessibilità intesa come l'insieme delle scelte innovative per le attività didattiche.
  • Integrazione intesa come rapportarsi con le realtà locali nel rispetto della coerenza progettuale della scuola.
  • Responsabilità intesa come assunzione di impegni per il conseguimento degli obiettivi previsti attraverso una puntuale verifica e valutazione degli esiti.

Il P.T.O.F. sarà esposto nella bacheca della scuola per la presa visione dei genitori e pubblicato sul portale Scuola in Chiaro.

Integrato al P.T.O.F.  c’è il PAI (Piano Annuale d’Inclusione) redatto sempre dal Collegio Docenti . Esso definisce tutte le azioni e le iniziative che si vogliono intraprendere perché la scuola ,in ogni sua espressione educativa - didattico, sia inclusiva,cioè attenta ai bisogni di ciascuno. Il PAI non è definito una volta per sempre. “Esso è prima di tutto un atto interno della scuola autonoma, finalizzato all’auto-conoscenza e alla pianificazione , da sviluppare in un processo responsabile e attivo di crescita e partecipazione”.

 

ANALISI AMBIENTALE

 

Cinisello Balsamo si trova nell’immediato hinterland milanese. Prima degli Anni Quaranta, il paese si reggeva su di una economia quasi totalmente agricola.

Una certa componente operaia iniziò ad esprimersi nel corso della Prima Guerra Mondiale, grazie alla vicinanza di due importanti centri industrializzati, quali Milano e Sesto San Giovanni. A partire dagli Anni Cinquanta si verificarono forti incrementi di strutture industriali.

Nel giro di vent’anni Cinisello Balsamo passò da 12.000 a 80.000 abitanti (1971).

L’anno successivo venne conferito il titolo di “città”.

Dal 1991, dopo parecchi anni segnati dal costante aumento della popolazione, si registrò una notevole inversione di tendenza: dai 100.000 abitanti raggiunti, oggi ne conta circa 76.000.

A Cinisello si trovano 7 Parrocchie con relativi Oratori, 3 cimiteri, l’Ospedale “Bassini”, la Caserma  di Polizia e Carabinieri, la Croce Rossa, il Palazzetto dello Sport e vari campi sportivi, Parchi, Biblioteca, Servizi pubblici, Case di Riposo per Anziani, Scuole Statali e Private di ogni livello e indirizzo. Nel tessuto cittadino operano associazioni di volontariato tra cui ANFFAS, ASIDO, UNTALSI, AVIS, ACLI, ANA, Centro Fraternità, Casa dell’Accoglienza, Associazioni di recupero tossicodipendenti e tante altre.

I grandi cambiamenti e le trasformazioni  che ha subito e continua a subire Cinisello Balsamo puntano a farne una città dall’aspetto più gradevole e più accessibile nella quale sia possibile una migliore qualità della vita e delle relazioni tra gli uomini.

 

 

CENNI STORICI

 

La Scuola dell’Infanzia “G. Frova” fu fondata nel 1891 e la sua sede allora era presso la Villa Ghirlanda – Cippelletti. Solo nel 1908 fu edificata nell’attuale località per volere e finanziamento dell’Ing. G. Frova che ne studiò il progetto e personalmente presiedette i lavori di costruzione. Egli completò l’assistenza pubblica di Cinisello allora definito “piccolo comune alle porte di Milano”. Originariamente la Scuola disponeva di tre aule e ospitava i bambini tutti i giorni feriali. Il numero degli alunni iscritti era di 120.

Nel 1921 casa e terreno adiacente furono donati dall’Ing. G. Frova  alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, detta “Cottolengo”, dal nome del fondatore

Scopo della donazione era il “continuare in futuro il servizio sociale – educativo allora iniziato” dall’Ing. G. Frova e proseguito dalle Suore di S. G. B. Cottolengo, coadiuvate oggi da personale laico.

La Piccola Casa della divina Provvidenza di cui le Suore sono parte è “un'istituzione civile ed ecclesiale che ha come fondamento la Divina Provvidenza, come anima la carità di Cristo, come sostegno la preghiera e come centro i Poveri.”(Mission).

Le Scuole “COTTOLENGO” sono un’espressione della più vasta opera Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1828.

Fin dalle sue origini l’intento di tale opera, mosso dalla carità cristiana e ispirato dalla visione cristiana dell’uomo e del mondo, è quello di provvedere alla promozione integrale della persona, considerata unitariamente nelle sue dimensioni corporea e spirituale, e nella prospettiva della salvezza eterna che la fede cristiana professa come pieno compimento della creatura umana.

Le attenzioni dell’opera si rivolgono ad ogni persona, con particolare riguardo a quelle che non avrebbero altro modo per veder soddisfatti degnamente i loro bisogni umani fondamentali.

L’ispirazione cristiana e la peculiarità degli scopi della “Piccola Casa della Divina Provvidenza” sono assunte dalle Scuole “Cottolengo” e ne orientano i criteri di accettazione delle domande di iscrizione e di conduzione delle attività educative.

Molte furono le modifiche, apportate alla costruzione nel tempo, per renderla sempre più accogliente e funzionale ad un maggior numero di bambini. E’ evidente la grande attenzione che la comunità locale ha sempre riservato alla Scuola dell’Infanzia “G.Frova”, riconoscendola come un punto di riferimento per la vecchia e la nuova Cinisello.

La Scuola è associata alla FISM di Milano e accoglie bambini dai 3 ai 6 anni senza distinzione di sesso, razza, religione e opinione politica dei genitori.

 

FONDAMENTI  IDEALI, CULTURALI E PEDAGOGICI DELLA SCUOLA

  • La tradizione e la vocazione educativa della Chiesa cattolica;
  • la concezione cristiana della vita e la centralità della persona;
  • ispirazione ai valori del Vangelo;
  • una scuola democratica, luogo di tutti e per tutti;
  • una scuola che educa alla cultura;
  • una scuola dove la “diversità” diventa valore;
  • una scuola luogo di accoglienza, di solidarietà, di pace;
  • una scuola dove educazione è sinonimo di testimonianza di vita.

 

FINALITA’

 

La Scuola dell'infanzia “G. FROVA” si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell'identità, dell'autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza (Indicazioni nazionali per il curricolo 4.10.2012).

Tali finalità sono perseguite attraverso l'organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.

 

Consolidare l’identità significa:

  • vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile.
  • Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

 

Sviluppare l’autonomia significa:

  • avere fiducia in sé e fidarsi degli altri;
  • provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressiva-mente risposte e strategie;
  • esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

 

Acquisire competenze significa:

  • giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull'esperienza attraverso l'esplorazione, l'osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti;
  • significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise;
  • essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, "ripetere", con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

 

Vivere le prime esperienze di cittadinanza significa:

  • scoprire l'altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni;
  • rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise;
  • implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell'ascolto, l'attenzione al punto di vista dell'altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti;
  • significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell'ambiente e della natura.

 

METE EDUCATIVE

 

Le insegnanti  accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l'organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo.

L'esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori, permettono al bambino, opportunamente guidato, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti. Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.

 

 

I CAMPI DI ESPERIENZA

  1. IL SÉ E L'ALTRO
  2. IL CORPO E IL MOVIMENTO
  3. IMMAGINI, SUONI, COLORI
  4. I DISCORSI E LE PAROLE
  5. LA CONOSCENZA DEL MONDO

Per ogni campo di esperienza il documento nazionale ha predisposto “traguardi per lo sviluppo della competenza” che suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario.

 

Il sé e l’altro

(Traguardi per lo sviluppo della competenza)

Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini.

Sviluppa il senso dell'identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato.

Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre.

Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia e riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.

Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.

Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.

Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.

Relativamente alla religione cattolica:

Scopre nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprende che Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per iniziare a maturare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.

 

Il corpo e il movimento

(Traguardi per lo sviluppo della competenza)

Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola.

Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.

Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l'uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all'interno della scuola e all'aperto.

Controlla l'esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella danza, nella comunicazione espressiva.

Riconosce il proprio corpo, le sue diverse arti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.

Relativamente alla religione cattolica:

Esprime con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione.

 

 

Immagini, suoni, colori

(Traguardi per lo sviluppo della competenza)

Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente.

Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e altre attività manipolative; utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.

Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di animazione...); sviluppa interesse per l'ascolto della musica e per la fruizione di opere d'arte.

Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.

Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoro-musicali. Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.

Relativamente alla religione cattolica:

Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani (feste, preghiere, canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.

 

I discorsi e le parole

(Traguardi per lo sviluppo della competenza)

Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.

Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative.

Sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra i suoni e i significati.

Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definirne regole.

Ragiona sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e

sperimenta la pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia.

Si avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie digitali e i nuovi media.

 

Relativamente alla religione cattolica:

Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.

 

La conoscenza del mondo

(Traguardi per lo sviluppo della competenza)

Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.

Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana.

Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo.

Osserva con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti.

Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i possibili usi.

Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell' operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e altre quantità.

 

Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.

Relativamente alla religione cattolica:

Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza.

  

METODOLOGIA

 

Il metodo che più corrisponde alla possibilità di educare i bambini della scuola dell’infanzia è  basato  sull’ esperienza vissuta.

La proposta dell’insegnante si basa sull’ osservazione sistematica del bambino e del gruppo classe con età eterogenea, tiene conto della globalità della persona, aiuta il bambino a riconoscere le proprie capacità, stimola la curiosità, il desiderio, l’intelligenza, crea condizioni per favorire la presa di coscienza del significato dell’esperienza.

Per garantire al bambino una varietà di contenuti, la scuola elabora la progettazione educativa-didattica prendendo le mosse da alcune riflessioni in ordine agli elementi di natura sociale, culturale e valoriale che connotano la realtà in cui è inserita la scuola e i bambini stessi.

Tale Progettazione è intesa come:

- momento qualificante dell’attività della scuola e della professionalità delle insegnanti;

-strumento privilegiato per un continuo monitoraggio dei processi educativi ;

-ricerca continua di risposte adeguate al soddisfacimento dei bisogni formativi e conoscitivi di ciascun alunno;

-individuazione e realizzazione permanente di percorsi metodologici personalizzati.

In particolare viene privilegiata la Didattica laboratoriale suddivisa in età omogenea.

Il Laboratorio rappresenta uno strumento utile perché garantisce al bambino la possibilità  di fare le cose e, nel frattempo, di riflettere sulle cose che sta facendo. Il laboratorio è un luogo di esperienza e di apprendimento in cui il bambino, attraverso la dimensione ludica ed operativa, rafforza il  proprio pensiero produttivo ed impara ad  affrontare  situazioni  problematiche esplorandole, sperimentandole  e  ricostruendole  in  prima  persona.

 

La scuola favorisce e promuove la formazione e l’aggiornamento di taglio culturale e pedagogico didattico del proprio personale docente mediante la partecipazione di corsi promossi dalla FISM Nazionale e Regionale e/o altri Enti formativi così come la formazione obbligatoria richiesta dalla legge vigente (DL 193/07-ex 155/97 – HACCP, DPR 151/11 Antincendio,DL 81/08 Sicurezza e Pronto Soccorso)

 

 

LA SCUOLA INCLUSIVA

  

PIANO DI INCLUSIONE: 

La Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola italiana al fine di realizzare appieno il diritto all’accoglienza e all’apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà.

L’Inclusione scolastica vuole essere il processo attraverso il quale gli impedimenti vengono rimossi in modo che ciascun individuo possa essere valorizzato, incontrando le condizioni per esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Ciò non significa negare il fatto che ognuno di noi è diverso o negare la presenza di disabilità che devono essere trattate in maniera adeguata, ma vuol dire spostare l’analisi e l’intervento dalla persona al contesto, per individuarne gli ostacoli e operare per la loro rimozione.

La nostra scuola accoglie alunni provenienti da un ambiente socio-culturale medio, con nuclei familiari generalmente attenti alla crescita affettiva e psico-sociale dei figli ma talvolta si trova ad operare anche con alunni in situazione di disagio familiare e/o sociale.
Sempre più spesso il Collegio docenti constata infatti che alcuni alunni, pur essendo privi di certificazione, si caratterizzano come soggetti B.E.S. in quanto manifestano difficoltà in ambito all’autonomia (operativa ed emotiva), dell’attenzione, ristretto codice linguistico, e, in rari casi, atteggiamenti di aggressività fisica e verbale.

Di fronte a questi bisogni educativi il Collegio docenti valuta innanzitutto necessario sviluppare una metodologia educativo-didattica il più possibile inclusiva. La metodologia che supporta la nostra didattica pone infatti le radici nella teoria delle Intelligenze multiple di Gardner: il bambino non viene principalmente considerato come detentore di un’intelligenza unitaria misurabile soprattutto a livello cognitivo bensì persona dotata di un’intelligenza più articolata.  Ciò ci permette di soppesare le effettive sue capacità e modi d’apprendere sotto diverse sue manifestazioni (c’è un tipo d’intelligenza linguistica, una musicale, spaziale, inter-relazionale, cinestesica ….).

Questo si mette in pratica soprattutto nei percorsi laboratoriali dove si attivano delle metodologie che hanno come scopo principale quello di porre al centro il bambino con le sue specificità. Tra queste l’applicazione del metodo esperienziale, che dando ampio spazio all’apprendimento sensopercettivo, permette ad ogni bambino di esprimere la sua peculiarità; questa attenzione che rivolgiamo a tutti i bambini ha l’indiscutibile merito di interessarli e far nascere in essi il piacere della scoperta e  dell’ imparare orientandoci a proporre occasioni di apprendimento coinvolgenti ed esplorative, attraverso esperienze concrete, corporee e creative.

 

Quando però questa modalità operativa si rivela insufficiente a far sì che ogni bambino raggiunga sufficienti traguardi di sviluppo, quando cioè si rende necessario fornire un ulteriore  aiuto, il Collegio Docenti (che in questi frangenti rappresenta il GLI: Gruppo di Lavoro l’Inclusione) mette in atto le seguenti  procedure:

  • rileva i bisogni dei bambini interessati,
  • informa e coinvolge nell’ ”azione di rinforzo” i genitori,
  • interpella la consulente pedagogica presente in struttura per definire insieme la tipologia del bisogno e i gradi di priorità dei possibili interventi. Da questo confronto può risultare utile suggerire ai genitori invii ai servizi specialistici che fanno capo ai centri di Neuropsichiatria presenti sul territorio,
  • se il caso lo richiede e in accordo con i Genitori avvia le procedure per la richiesta di educatore di sostegno secondo la normativa vigente.
  • compatibilmente con le risorse disponibili, predispone e propone  percorsi specifici (piani didattici personalizzati per Alunni con bisogni educativi specifici) dopo esplicito consenso dei Genitori.

 

Inoltre il Collegio  Docenti annualmente  compila

 

  • il P.A.I  Piano Annuale per l’Inclusività, relazionando proprio sul processo di inclusività agito, sullo stato dell’arte in merito agli interventi inclusivi attivati in itinere e ancor di più presentare una proiezione globale di miglioramento che essa intende realizzare attraverso tutte le specifiche risorse che possiede

 

           e, nel caso vi siano alunni con disabilità certificate

 

  • redige il P.E.I ovvero il Piano Educativo Individualizzato,  documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, per un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione.

 

 

GLI: Gruppo di lavoro per l’integrazione e l’inclusività

BES: Bisogni educativi Speciali

PAI:Piano Annuale per L’Inclusione

PEI: Piano Educativo Individualizzato   

PDP Piano didattico personalizzato

 

 

PIANO DI AUTOVALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO:

               

L'autovalutazione, richiede che ogni scuola analizzi se stessa, riflettendo sulla qualità della propria offerta formativa e della propria funzionalità . Tale processo di autovalutazione è un'azione di valutazione interna condotta dal personale  scolastico, mediante i suoi stessi diversi operatori che paragoneranno la realtà effettiva con la qualità attesa dell’efficacia ed efficienza del servizio. Tale operazione è condotta anche attraverso questionari strutturati rivolti alle varie componenti della scuola e alle famiglie;  inoltre, anche con  il contributo degli organi collegiali, la scuola si pone in ascolto dei fabbisogni del territorio  individuando cosi i punti di criticità e di forza del servizio e del funzionamento della stessa per eventuali e futuri potenziamenti della propria offerta formativa.

Dai dati pervenuti in seguito alla somministrazione di  questionari di gradimento e dalla consultazione del Collegio Docenti   emergono le seguenti necessità:

 

Per i genitori:

Incrementare i momenti di scambio scuola-famiglia per avere più frequenti riscontri sull’andamento scolastico dei propri figli e sugli sviluppi della progettazione educativo-didattica.

 

Per insegnanti e coordinatrice:

Potenziare il dialogo scuola- servizi socio sanitari al fine di potenziare lo scambio circa le finalità e le modalità inclusive dell’istituzione.

 

Per gli insegnanti:

Aggiornare la propria modalità di progettazione secondo le Indicazioni ministeriali adottando la metodologia  Progettazione  per Competenze.

 

PIANO DI MIGLIORAMENTO PTOF 2018- 2021

Obiettivi

AZIONI

TEMPI DI REALIZZAZIONE

VERIFICHE

Aumentare la visibilità, rendere più accessibile ai famigliari lo sviluppo  del percorso didattico

Predisporre uno supporto espositivo  all’esterno delle sezioni per affiggervi tracce documentative (foto, disegni, verbalizzazioni) delle fasi del percorso  educativo-didattico 

Entro  anno scolastico 2018-2019

Per verificare il raggiungimento dell’obiettivo

sarà richiesto il parere dei famigliari mediante i loro rappresentanti convocati nel  collegio d’intersezione

Potenziare il dialogo scuola/servizi socio sanitari per  condividere percorsi di crescita

Sollecitare incontri con i Servizi del territorio ed incrementare il monte ore dedicato alla scambio operatori- insegnanti

Entro  anno scolastico 2018-2019

La verifica  dell’obiettivo sarà a carico del G.L. I. (Gruppo lavoro per l’inclusione)che valuterà se  la frequenza e i contenuti degli incontri  permetteranno un’adeguata predisposizione di protocolli utili ai fini dell’inclusione scolastica

Formare e avviare le insegnati alla metodologia di lavoro per Competenze

(come da Indicazioni Nazionali 2012)

 

Prima fase:

Predisporre un percorso formativo che metta in grado le Insegnanti di sviluppare percorsi educativo-didattici  improntati alla metodologia

in questione.

 

Seconda fase

Predisporre in via sperimentale  la progettazione didattica  improntandola alla metodologia  per Competenze

Prima fase:

Prima parte anno scolastico 2018 -2019

 

 

 

 

 

 

 

 

Seconda fase

Anno scolastico

2019-2020

Si verificherà l’effettivo  raggiungimento dell’azione di miglioramento attraverso le considerazioni  del collegio docenti .

 

 

SPAZIO

 

Lo spazio è dato dalle strutture ed è pensato in base ai bisogni del bambino, con criteri pedagogici.

 

 

“Se crediamo al valore del bambino,
tutto deve essere al meglio per il bambino”
.

 

La nostra Scuola offre i seguenti SPAZI:

 

INTERNO

pian terreno

  • l'ingresso: spazio di accoglienza e luogo di presentazione della scuola, decorato con cartelloni e fotografie che presentano le finalità e i temi della progettazione educativa didattica e I.R.C..
  • una sala da pranzo
  • un ambiente per la distribuzione pasti e lavaggio stoviglie
  • un ambiente per il personale addetto alla distribuzione (spogliatoio e servizi)
  • un ampio salone attrezzato per i giochi strutturati, per il gioco libero, per l'educazione motoria e mass-mediale
  • un'aula polifunzionale per attività con i bambini
  • una stanza per il riposo dei piccoli
  • servizi igienici (uno attrezzato per bambini portatori di handicap)
  • una sala riunioni per docenti, consiglio della scuola e colloqui individuali con i genitori
  • la direzione con archivio, una stanza informatica per docenti
  • la cappella, dove i bambini imparano “la presenza del sacro”
  • un ascensore
  • infermeria
  • biblioteca per bambini
  • un'ampia scalinata che da' accesso al corridoio delle aule

 

 

primo piano

  • sei aule ben illuminate con angoli strutturati
  • due plessi di servizi
  • servizio per disabili
  • spogliatoio e servizi per il personale insegnante

 

ESTERNO

  • un atrio esterno coperto fornito di bacheca per gli avvisi, l'orario scolastico, il menù...
  • un cortile con ampi spazi ombreggiati attrezzati con giochi (scivoli, dondoli, ponte) che consentono molteplici esperimenti a livello motorio
  • una sabbionaia coperta
  • un giardino adatto per l'esplorazione e per il gioco fantastico
  • un parcheggio per il personale
  • servizi igienici

  

TEMPO/ORARIO

 

In ottemperanza alla normativa vigente, la Scuola offre alle famiglie la possibilità di scegliere fra tre diverse opportunità educative suddivise in fasce orarie così predisposte:

 

  • ORARIO NORMALE – MEDIO

            ore 9.00-15.30

 

  • ORARIO MINIMO

            uscita ore 13.00

 

  • ORARIO MASSIMO

            pre-scuola ore 7.30 – 8,45

            post-scuola ore 15.30 – 17.30

 

LA GIORNATA SCOLASTICA è così strutturata

 

  • tempo di accoglienza
  • tempo di consegna
  • tempo del laboratorio (psicomotricità, inglese)
  • tempo dedicato alla cura ed igiene personale
  • tempo del pranzo
  • tempo del gioco libero
  • tempo personalizzato ed individuale
  • tempo di riposo per i più piccoli

 

LA SETTIMANA prevede attività di intersezione e laboratoriali suddivise per fasce d'età omogenee .

In particolare:

 

  • EDUCAZIONE SOCIALE-SPIRITUALE    
  •     EDUCAZIONE  MOTORIA (per tutti)
  • EDUCAZIONE LINGUISTICA: INGLESE (per bambini di 5 anni)
  • LOGICO- SCIENTIFICO-GEORAFICO (per bambini di 5 anni)
  • USI E COSTUMI ETNICI (per bambini di 5 anni)
  • EDUCAZIONE CIVICA (per tutti)
  • MANIPOLATIVO-SENSORIALE (per tutti)
  •     LINGUISTICO-COMUNICATIVA (per bambini di 5 anni)

 

 

           

Durante l' ANNO SCOLASTICO  sono previsti momenti di festa:

 

 

  • festa accoglienza
  • festa di Natale
  • festa di carnevale
  • festa dei nonni
  • festa della Pasqua
  • uscite didattiche finalizzate alla progettazione
  • festa di fine anno (canti, giochi, danze) con il saluto e la consegna del diploma ai “grandi”

 

 

CONTINUITA’ EDUCATIVA:

 

La scuola garantisce la continuità del processo educativo del bambino mediante incontri, comunicazioni, visite durante l’anno scolastico ad Asili Nido, altre Scuole dell’Infanzia e le Scuole Primarie del territorio.

La scuola collabora con le famiglie predisponendo colloqui individuali con le insegnanti.

 

RISORSE

 

La scuola dispone di

 

RISORSE UMANE

  • Il bambino e la sua famiglia
  • la coordinatrice
  • sei insegnanti di classe di cui cinque abilitate all’insegnamento

della Religione Cattolica

  • insegnanti di sostegno
  • tre religiose
  • esperta di lingua inglese (Società Thema)
  • consulente pedagogica
  • una volontaria addetta alla segreteria
  • educatrice comunale
  • stagisti
  • tre ausiliari
  • servizio mensa, in appalto alla ditta Refectio S.r.l.
  • servizio di pulizia, in appalto Tecnopuli

          

 RISORSE MATERIALI

  • Libri per le insegnanti e per i bambini
  • Televisore, video e lettore dvd, cd, dvd, filmini
  • Proiettore con diapositive
  • Computer e materiale informatico per bambini
  • Fotocopiatrice, Macchine fotografiche, proiettore, PC.
  • Attrezzature e sussidi didattici per insegnanti e bambini
  • Attrezzature varie per l'attività motoria
  • Giochi strutturati e non
  • Strumenti musicali
  • Teatrino per burattini

          

RISORSE DEL TERRITORIO E COLLABORAZIONI

  • La chiesa parrocchiale
  • Cine-Teatro “PAX”
  • Biblioteca comunale Il Pertini
  • Il parco di “Villa Ghirlanda”
  • Parco “Nord”
  • Associazione Nazionale Alpini
  • Polizia Municipale di Cinisello Balsamo
  • Piattaforma Ecologica
  • Museo MUBA
  • Comune di Cinisello Balsamo

 

                                 ORGANI COLLEGIALI

 

L’art. 1 comma 4 lett. C, della legge 62/2000 prevede che in ogni scuola vengano istituiti e funzionino “organi collegiali improntati alla partecipazione democratica”.

 

  • IL COLLEGIO DOCENTI: è composto da tutte le educatrici operanti nella Scuola ed è presieduto dalla Coordinatrice. Si riunisce mensilmente ( 1 o 2 volte). Ad esso compete: la formazione della sezioni, la progettazione educativa - didattica, la verifica e la valutazione dell'attività educativa.

 

  • IL CONSIGLIO DELLA SCUOLA: è composto dalla coordinatrice, dalle insegnanti, da due rappresentanti dei genitori per ogni sezione eletti dai genitori della stessa. Elabora proposte per il Collegio Docenti, propone gli specialisti che potranno operare nell’ambito della Scuola, propone e promuove iniziative per l’informazione e la formazione dei genitori.

Si riunisce almeno tre volte all’anno in seduta ordinaria e straordinaria tutte le volte che la coordinatrice, i docenti o i rappresentanti dei genitori ne facessero richiesta.

 

  • LE ASSEMBLEE: possono essere di scuola e di sezione.

- L’assemblea di scuola è costituita da tutti i genitori ed è convocata dalla coordinatrice.

-  L’assemblea di sezione è costituita dai genitori e dagli operatori della sezione ed è convocata dalla coordinatrice. Si riuniscono:

in OTTOBRE per elaborare e presentare la Progettazione didattica

in MAGGIO per la verifica del lavoro svolto

 

Sono previsti durante l’anno incontri formativi per i genitori su tematiche inerenti alla progettazione didattica annuale e/o su tematiche volte ad implementare e a sostenere la genitorialità.

 

 

La coordinatrice Cerutti Giuseppina

Le insegnanti:     Franzoso Bruna

                            Manzoni Carmen Catia

                            Pisano Lorena

                            Stabile Milena

                            Stocola Milena

                            Poerio Terry

                            Foglia Emiliana

                            Lalla Rachele

                            Giordano Alida

                            Delfini Marco

                            Barbara Zinni

                             Ilaria Boccuti

 

ASSOCIAZIONI E COLLABORAZIONI:

 
 
 
 
 

 

Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo - Scuola dell'Infanzia "Giovanni Frova" p.za Confalonieri, 10 - 20092 Cinisello B.mo (MI)

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